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fRoots (UK), january 2015 

Liguriani derive their name from the long coastal region dominated by Genoa.
Liguriani have found an immediate convert in this reviewer with this release, for the album is a delight from beginning to end.
The five masterly musicians are all major contributors to these highly enjoyable, varied and interesting tracks but time and again the ear is drawn to the powerhouse bagpipe playing of Fabio Rinaudo. Another of the same given name, Fabio Biale is the band’s
fiddler and singer and his vocal approach is something of a rarity amongst Italian folk singers in that he eschews a powerful approach in favour of a gentle engagement with the lyrics. Everything about their repertoire suggests a thoughtful, serious approach, from carefully researched dance tunes that have lain dormant in the archives of Genoa Cathedral for hundreds of years through to some of their own compositions. One of these tells the story of two Genoese who fought on different sides on the Battle of Trafalgar and were both decorated for their achievements.
The reviewer of their debut album in this magazine described them as “some sort of latter-day Mediterranean Bothy Band”. It is annoying not to have been the originator of this because it is so accurate.

 VK Smith

Tradmagazine (France), “Bravo!” award, january 2015

Voila le second album de ce groupe qui célèbre et explore les musiques traditionelles de Ligurie, comme son nom l’indique de façon explicite. Certes, la couleur instrumentale se réfère volontiers aux influences folk européennes, autant par la maniére de jouer les des instruments (flute et guitare trés “irlandeses”, cornemuse, melodeon et violon...mais egalement les accents de la voix). C’est vraiement le repertoire aborde qui materialise l’originalité du groupe, tout comme la vigueur des interprétations, une forme de vrai engagement au sesn strict et/ou figuré. Très reussi. Une curiosité au passage, es second sur la plage n°3, une monferrina à deux temps! Entre polka et bourée à deux temps, bien beau moracea hérité du cornamuseux Ettore Losini “Bani”! 

Blow Up (Italy), november 2014 

Minuetti, monferrine, gighe, valzer, polche e ballate: è quanto affiora dal secondo disco dei Liguria, il cui titolo sta a indicare un tipo originale e lunatico. Il dream team formato da Balatti, Biale, De Angeli, Gambetta e Rinaldo suona, e non poteva essere diversamente, con grande forza espressiva e perfetta tecnica, producendo impasti sonori che fanno lievitare la materia tradizionale, talvolta aggiornata con invenzioni gustose. E non manca neppure qualche nuovo scritto, a conferma di una cultura popolare ligure non incatenata al passato.

P.Poggio

Le Canard Folk (Belgium), november 2014 

Second album pour le groupe ligurien qui nous fait redécouvrir les chants et danses des Quatre Provinces agrémentés de quelques-unes de ses compositions. Avec des arrangements irréprochables, variés, tres professionnels, dus à la personnalité des cinq musiciens, les chansons, valses, polkas, gigues, monferrine et autres airs défilent comme dans un super concert. Un mélange d'intimité sensible et de fraîche énergie, avec de magnifiques timbres d'instruments et un choix de superbes mélodies. Les paroles figurent dans le livret avec leur traduction en anglais. Que demander de plus? Ecoutez donc Filippo Gambetta (accordéon diatonique, mandoline), Fabio Rinaudo (cornemuse), Michel Balatti (flûtes), Claudio De Angeli (guitare) et Fabio Biale (chant, violon, percussions), vous ne le regretterez pas! 

Il Giornale della Musica (Italy), february 2015

Bel nome, Liguriani: suona al contempo più antico di "liguri", e più ancorato ad una sorta di futuro remoto che non vedremo. Di certo con custodi e inventori così sapienti di tutto ciò che chiamiamo "tradizione" questa enclave di suonatori che vengono da diverse esperienze musicali, storie personali e gusti, gli esiti del tramandare sono garantiti. Studia è il loro secondo disco, dopo tre anni di concerti in giro per l'Europa: è una parola dell'antica lingua-dialetto dei genovesi che affascinò anche Capitan De André, e pressoché intraducibile, come spesso succede con gli aggettivi più frizzanti che gli antichi dialetti nascondono. Significa grossomodo "tipi strani, vagamente lunatici, pressoché imprevedibili". Sembra una descrizione di quanto vanno facendo in musica i Liguriani, con un apparato strumentale che sembra epitome di quanto è stato imbracciato nei secoli da un lato all'altro della striscia di terra affacciata sul mare, e su su, nelle vie delle convalli che collegavano le genti di montagna con quelle di pianura: flauti e violini, chitarre e mandolini, organetti diatonici e cornamuse. E, ospite, il piffero di Stefano Valla, gran custode di quanta musica sia ancora nell'aria del cruciale territorio delle "Quattro Province". Ninnananne, bisogne, gighe (anche con sapori di Asturie!) polche, monferrine, valzer, ballate e marce: il catalogo liguriano è questo.

Guido Festinese

Folkbulletin (Italy), november 2014 

A volte la vita ti riserva dei privilegi senza che tu abbia fatto nulla per meritarteli. Savona, primavera inoltrata del 2014, una bella giornata di sole. Dopo aver gustato insieme la farinata e le acciughe ripiene che solo in via Pia si possono mangiare, Fabio Rinaudo -amico da sempre e da sempre leader dei Liguriani- decide di farmi un regalo, ma di quelli speciali, facendomi ascoltare in anteprima assoluta quasi tutto "Stundai", il nuovo disco dei Liguriani che avrebbe visto la luce soltanto dopo l'estate. Manca ancora qualche ritocco, qualche dubbio e da risolvere, qualche assolo va rifatto ma in sostanza il lavoro c'e e promette molto bene. Gia al primo, provvisorio ascolto, si nota con chiarezza che, come nel precedente disco "Suoni dai mondi liguri", l'equilibrio delle varie timbriche e quasi perfetto e la ricerca di un carattere identitario, di un comune stile espressivo e quasi maniacale ma non forzato. Questo deriva, sicuramente, dalla caratura tecnica degli strumentisti, tutti solisti di gran livello, in grado di tradurre con efficacia ogni loro idea creativa; ma non va sottovalutata nemmeno l'abilita con la quale i Liguriani inseguono, e raggiungono, la rotondita di un suono di immediata fruibilita pero mai banale. Ora che il disco e pronto e che il sole di Savona e la farinata di via Pia sono soltanto un ricordo, "Stundai" gira a ripetizione sul mio lettore e nel lettore di chi sia già riuscito a accaparrarselo. Ma già in mezza Europa, grazie alla notorietà internazionale del gruppo ligure, in attesa del disco si fischietta, si sorride, ci si commuove. 

Roberto G. Sacchi

Songlines (UK), march 2015 

Powerful, authentic Italian song at its best.
The well rounded Liguriani have established themselves as one of the most remarkable voices in traditional music to recently come out of Italy. Their debut album was received with much acclaim, since individually as well as collectively this dream team masterly command their instruments - musette bourbonnaise (bagpipes), diatonic accordion, fiddle, flute, guitar, mandolin and vocals. Stundai (‘Moody in Genoese dialect) is the new offering from the north-west Italian quintet, on which they play faultlessly.a mixture of traditional and originals in a rich, refined and welcoming tone. Their use of rhythmic guitar. solos and instrumental phrasings demonstrate a familiarity with Irish musical styles while elsewhere hints of French and Asturian dances pop up. Liguriani music breathes; they carefully use drones and varied tempos to fully explore every melodic aspect of the tunes. The traditional desertion song ‘Per Valli e Monti’ is a lovely rendition, as is the ballad ‘La Bella Noeva‘. ‘Valzer du Riccu', a sprightly composition by piper Fabio Rinaudo. features guest musician Stefano Valla's spirited piffero (oboe). ‘Battista e Boeri‘ is another achievement — its marching feel evokes the story of two Genoese seamen fighting on different sides at Trafalgar.

Ciro De Rosa

Folkworld (Germany), december 2014 

I have fond memories of Italian trad band Liguriani. Their debut album "Suoni dai mondi liguri" was one of my Top 10 albums of 2U11. Subsequently I have seen them live in concert at the Rudolstadt festiyal. Now the Ligurians present their second album "Stundai", the album title being a Genoese term for a grumpy and guarrelsome person. I am not disappointed about it, though less powerful but more playful, less driving but emotionally more moving. The music is a selection of gorgeous tunes, rendered by fiddler Fabio Biale, flautist Michel Balatti, bagpiper Fabio Rinaudo, melodeon player Filippo Gambetta, and guitarist Claudio de Angeli. Piffero player Stefano Valla, a double reed instrument of the oboe family, blows a few notes here and there. The music encompasses minuets and gigas, waltzes and polkas. The songs are beautifully delivered by Fabio Biale. "Fanni a nanna" (Go to Sleep), for example, is a popular Ligurian lullaby, here the version sung by Fabio's grandfather. On the other hand, "Per valli e monti" (And Valleys and Mountains I Rode) is a desertion song from the 1830’s. The album is a special treat whether you're familiar with the Italian language or you're not. The sleeve notes are in both Italian and English, so there's no excuse to make any sense of it. 

Blogfoolk (Italy), “BF choice”, november 2014 

Ecco un salutare antidoto alla piattezza di chi disquisisce di innovazione nella tradizione rimasticando vecchi modelli o imponendosi di nobilitare gli strumenti popolari. Ci pare
esemplare la capacità dei Liguriani di personalizzare i brani popolari avendo orecchie attente alla contemporaneità ma anche una forte consapevolezza storica dei
rapporti tra colto e popolare, di proporre nuove composizioni in stile tradizionale (la "Monferrina de Paluc" riprende a mo' di omaggio un tema di Maurizio Martinotti, figura fondamentale nella storia del folk revival italiano), di muoversi in veste di autori
di balli e di melodie da far combaciare con i canti provenienti dal corpus documentario.
Si coglie un'estetica continentale, talvolta di ispirazione francese (non solo perla presenza della musette bourbonnaise), in qualche sequenza fanno capolino vezi iberici (i sapori asturiani impressi da Rinaudo nella sua danza intitolata "Giga du spagnollu"). Soprattutto la band ligure si porta dietro un amore-studio per il mondo scoto-irlandese, che si traduce nell'uso ritmico della chitarra, nei colori e nei fraseggi del flauto, in certi passaggi solisti, negli attacchi strumentali d'insieme, nel misurato dosaggio di brani cantati e strumentali. Non è un punto critico, anzi è il riconoscere ai cinque la capacità di interpretare, prendere in prestito riconducendo tutto a casa, fare proprio un approccio alla musica di tradizione orale, come quello delle "terre celtiche" che ha pochi eguali in Europa, e non solo. La musica dei Liguriani si muove, respira, esplora la melodia, gioca su diversi tempi ritmici, è attenta agli equilibri nei registri e all'effetto dei bordoni, sa essere dirompente ma anche evocativa e meditativa ('Battista e Boeri"), ancora porta in sé bei cambi di passo, come in "Per Nuto", valzer lento che poi diventa più sostenuto assumendo l'andamento di una bourrée. Le dieci tracce raccolgono un canto narrativo ('la Bella Noeva"), una ninna-nanna ('Fanni a nanna"), un canto di diserzione ('Pervalli e per monti"), canzoni di matrice popolaresca (Vico Dritto Pontexello") e liriche d'autore (Belle figge") musicate dal gruppo, set di danza che attraversano i secoli: dal XVIII al XXI secolo, toccando i mondi liguri dall'entroterra al mare, e arrivando fino a Carloforte, antico insediamento ligure. C'è poi il maestro Stefano Valla che ci mette direttamente il suo piffero fatato (Valzer du Riccu"), ma i Liguriani, devotamente, attingono anche al suo repertorio (il magnetico tema di "Polca in Re" e la "Monferrina in sol"). Mettiamola semplicemente:"Stundai" è un gran bel disco 

FOLKER (Germany) january 2015 

Ein “Stundaio” ist für die Genuesen ein wunderlicher Kauz, ein Einzelganger. Einen eigenen Weg gehen auch die fünf Lıguriani. Sie beweisen das mit der Dramaturgie ihres zweiten Albums.

Es fängt mit einer “ninnananna”, einem Schlaflied, und schließt mit einer Stück, in dem ein Unschuldiger zu zwanzig Jahren Haft verurteilt wird. Das Herz der Liguriani gehört nicht den Mitläufern, viel eher dem Deserteur oder der jungen Frau, die es sich nicht nehmen lässt, den Mann ihrer Träume selbst auszusuchen. Wenn der Geiger und Sänger Fabio Biale diese alten Lieder anstimmt, wird einem warm ums Herz. Doch bevor die Tränen fließen, laden Filippo Gambetta (diat. Akkordeon, Mandoline), Fabio Rinaudo (Drehleier, Dudelsack), Claudio De Angeli (Gitarre) und Michel Balatti (Flöten) mit einem Walzer oder einer Polka Wieder zum Tanz. Und wie! Liguriani beweisen auf ihrem zweiten Album erneut, wie spannend traditionelle Musik sein kann. Da wird nie endlos wiederholt, immer wieder überraschen sie mit einer unerwarteten Kadenz. Stundai ist wie ein Erntedankfest an einem farbig schőnen Herbsttag irgendwo in einem Bergdorf des Apennins. Ein raue Landshaft, aber man spürt die Nähe des Meeres. Bestnote. 

Martin Steiner

Musicframes (Holland), january 2015

"Stundai" is the second album by the Northern Italian group I Liguriani. A quintet that is always looking for the essence of the music from Liguria. Dances, ballads, war songs en even some pieces that were hidden fro years in the Cathedral of Genoa (capital of Liguria). Melodies which are processed into sympathetic, contemporary folk.

I Liguriani consists of five musicians who released their debut album "Suoni dai mondi liguri" in 2011. Remarkable is singer and violinist Fabio Biale who is a key figure with a crystal hoarse voice. Beside him we find melodeon (kind o accordion) player Filippo Gambetta who recorded "Pria Goaea" in 2002 with guitarist Claudio De Angeli, also on this album "Stundai". Supplemented with flutes, bagpipes and guitar this group shows the variety of the northern Italian music. Besides many traditional work, we also hear Occitan (southern French) influences, Corsica ("Fanni a nanna") and Sicilian flair (Valzer da Cheuillia). And new composed music like the beautiful booed "Belle Figge" by vocalist Fabio Biale followed by the circus-like waltz "Valzer du Riccu" by bagpiper Fabio Rinaudo who also wrote the immensely beautiful "Battista e Boeri" a kind perpetual melody; splendid! The music is tastefully arranged with "new" harmonies, lovely ornaments and fine instrument combinations. "Stundai" is filled with catchy melodies; timeless music which survives easy on the turbulent waves of the Mediterranean Sea. Often in medleys of two or three pieces organically moving from one to another. A magnificent statement of a group that, with respect for the heritage, sound endlessly over the horizon.